L'OTTAGONO DI FEDERICO

 

Agli estremi confini orientali dell'Italia meridionale, durante gli scavi presso un'antica torre costiera, la giovane archeologa Idrusa Costantini scopre il cadavere di un marò del San Marco, sepolto in una posizione a dir poco sorprendente: seduto, con le mani sulle ginocchia e un fucile accanto. A infittire il mistero, poche ore dopo il ritrovamento del militare morto, è l'assassinio di una stagista appartenente alla squadra che effettuava gli scavi. Chiamato a indagare, l'ufficiale dei Carabinieri Angelo Mattei si trova ben presto su una pista imprevedibile, che lo riporta indietro nei secoli. Con l'aiuto di Idrusa e di un paleografo, dovrà risalire a Federico II di Svevia - lo Stupor Mundi, coltissimo re crociato e figura carismatica del medioevo - per svelare il mistero custodito nell'antica torre e risolvere un caso che minaccia la sicurezza nazionale. Insieme, attraverseranno un mondo prigioniero del secolare scontro di civiltà tra l'Islam e la Cristianità e, in un crescendo mozzafiato, combatteranno una potente organizzazione internazionale tentando di demolirne i simboli.

 

Contenuti del libro, parole chiave:

i confini della Cristianità, Federico II di Svevia, la falconeria, i Martiri di Otranto, la Cattedrale di Otranto, le torri costiere di Brindisi, l’enigma di Castel del Monte, il secondo Concilio di Nicea, Il Palau de la musica catalana, la Sagrada Familia, esiste una verità scritta nei libri di storia? La difesa del territorio e dei beni culturali.

 

 

 

«Quando studio manoscritti che raccontano la vita e le gesta di un grande uomo del passato – nel nostro caso si tratta di un re – distinguo ciò che è scritto da ciò che si vuole tramandare a sua gloria. Per comprendere ciò che è davvero accaduto, bisogna sperare che esistano scritti di altri autori che descrivano gli stessi fatti, oppure il racconto di fatti analoghi e contemporanei; scremare e incrociare le informazioni reperite contestualizzando la posizione degli autori all’interno della storia che raccontano. Anche se avessimo a disposizione filmati dell’epoca, potremmo sempre supporre che qualcuno possa averli manipolati o montati ad arte per escludere particolari sgraditi, deviando la verità storica dei fatti. Colui che scrive la storia è solo una delle pedine di una storia più grande, che lo coinvolge suo malgrado. Occorre indagare il suo ruolo nella società del tempo, le sue origini, la sua cultura, quanti e quali libri ha potuto leggere, quali miti potrebbero averlo influenzato. Questo è il metodo che uso quando devo ricostruire una storia.»